Il tuo sito gratis… sogno o son desto?

In questi giorni impazza in televisione lo spot di “1&1”, un’applicazione on-line che permette di creare in modo autonomo e praticamente a costo zero il proprio sito internet (non proprio a costo zero ma poco ci manca).
Questa volta non vogliamo commentare e riproporre le solite argomentazioni a sostegno di chi i siti li progetta partendo da una strategia di comunicazione.
Questa volta vogliamo sentire la vostra voce.
Cosa ne pensate di queste iniziative che propongono per pochi euro i servizi (siti, marchi, etc.) tipicamente offerti da figure altamente professionalizzate?

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8 risposte a “Il tuo sito gratis… sogno o son desto?

  1. Positivo. Chi vorrà creare un sito personale per attività più ludiche che di comunicazione, troverà in “1&1” uno strumento utile, diversamente per chi utilizza i siti internet per commercio, comunicazione e marketing, continuerà ad utilizzare i canali e i servizi “tradizionali”.

  2. trovo la risposta di Diego particolarmente intelligente, la professionalità non si inventa e non si annulla. Chi ne ha bisogno (e sa di averne bisogno) la verrà a chiedere, chi non ne ha bisogno (e chi non sa di averne bisogno …) farà da sé; fatto salvo il caso il caso di chi, in corso d’opera, si renderà conto che non sapeva di averne bisogno … però in effetti … visti i numeri … chissà magari vale la pena chiedere a chi di strategia ne ha fatto un mestiere.

  3. Sono dell’idea, che per quante iniziative troviamo in internet, ad ognuno il suo lavoro, c’è differenza da chi sa fare per guadagnare, e da chi guadagna perchè sa fare.

  4. Il sito è solo un mezzo. L’importante non è averlo (o farlo).
    Quello che conta è la strategia.
    Come il sito si inserisce nella comunicazione e come vengono gestiti i contenuti.
    Tutto questo non potrà essere sostituito da un software on line.

  5. A nessuno verrebbe in mente di aprire un negozio da solo e senza spendere un euro. Per l’insegna vanno da chi le fa, per l’arredamento da un professionista e così via. In internet, invece, si va alla ricerca di servizi gratuiti, fai da te, il nipote del fidanzato dell’amica che lo fa a 50 euro e così via. Poi i risultati non arrivano, si creano anche danni alla propria immagine e la colpa è di “internet che non funziona”. Ben vengano le piattaforme di utilità, ma non mi piace la pubblicità ingannevole: non si avrà certo un sito gratis, ma un qualcosa di praticamente inutile. (Seo, programmazione, usabilità, obiettivi, funzionalità? Design, ecc.. dove sono?). Dice bene (ma poco incisivamente Diego: serve per giocare. Però non è venduto così. E questo non va bene.

  6. Personalmente, del lavoro che faccio, adoro la parte umanistica: conoscenza personale, capacità di ascolto reciproca. Successivamente arriva la proposta delle soluzioni praticabili e poi la realizzazione del tutto personalizzata ed adatta a veicolare al meglio l’immagine ed i servizi del Cliente.
    Invece questa proposta “fai-da-te a costo zero” confonde il cliente, gli fa perdere la cognizione della professionalità che ci vuole per “fare un sito”. Magari crederà di esserne in grado e di bypassare costi eccessivi.
    Ma poi ci cercherà… si che ci cercherà… La capacità di attendere è una virtù che continuo ad allenare!
    Buon lavoro a tutti.

  7. Pingback: L’uomo da sei miloni di dollari… | Back to ideas·

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