Quando la pubblicità è questione di stile: anche nel fotovoltaico

La notizia risale ormai al luglio scorso.
In prima battuta avevamo scelto di non commentare.
In questi ultimi giorni, navigando in google, è rimersa l’immagine dell’affisione che tanto scalpore aveva generato nella calda estate del 2010.

“Montami a costo zero” recitava la headline scelta da un installatore siciliano, abbinando anche un visual decisamente esplicito.
Ok, una delle regole della pubblicità è quella di generare attenzione (la “A” del famoso acronimo AIDA – attenzione, interesse, desiderio, azione). Ma c’è modo e modo di “colpire” il target.

Spesso ci si dimentica che uno degli elementi basilari sui quali costruire un vantaggio competitivo duraturo è la reputazione.
Lo stile quindi nella veicolazione dei messaggi non può essere trascurato. In quanto lo stile comunicativo è solo la punta dell’iceberg di un concetto più ampio di stile aziendale che al suo interno non può non contenere i valori della professionalità, della serietà, dell’esperienza. Tutti aspetti che influiscono, e non poco, nel processo di acquisto di un prodotto tecnico che magari richiede anche un investimento importante quale ad esempio un impianto fotovoltaico.

Bisogna quindi diffidare dal detto “bene o male, l’importante è che se ne parli” perché il parlare male potrà anche portare quale ritorno immediato in termini di notorietà ma ben difficilmente porterà risultati in termini di business.
Lo stile e l’eleganza devono essere quindi aspetti quasi “dogmatici” nell’approccio alla comunicazione.

La pubblicità "scandalo" apparsa quest'estate

Annunci

11 risposte a “Quando la pubblicità è questione di stile: anche nel fotovoltaico

  1. concordo con te, come i siti web anche gli spot pubblicitari esprimono lo stile dell’azienda. Oltre che questione di immagine, è anche questione di professionalità e molti clienti probabilmente non sentiranno di avere di fronte un’azienda seria e affidabile, specialmente se si tratta di investimenti considerevoli!

  2. Ho solo un aggettivo: agghiacciante!
    Ok attirare l’attenzione ma come fai a convincere il tuo cliente sulla serietà della tua azienda con una comunicazione simile?

  3. Ok la pubblicità è oscena.
    Ma tanto più oscena di qualsiasi varietà televisivo (con finte soubrette praticamente nude, gente che si offende vicendevolmente, finti pianti, etc.) trasmesso in prime time e accessibile anche ai nostri figli?

  4. A me non urta tanto lo slogan decisamente esplicito.
    Mi infastidisce la gratuità della scelta. Ovvero metto la “gnocca-porno”; non c’entra assolutamente niente ma tanto sono sicuro che tutti la vedranno e se ne ricorderanno.
    Bravi come la gente si ricorderà di voi? Non diranno “sono quelli che fanno degli impianti super” ma “sono quelli della gnocca”!

  5. Pingback: Due pesi, due misure? « Sintesicomunicazione's Blog·

  6. Pingback: “Tu dove glielo metteresti?”… l’ultima frontiera dell’affissione. « Sintesicomunicazione's Blog·

  7. Pingback: Un occhio nero per pubblicizzare un parrucchiere? Arte o provocazione? « Sintesicomunicazione's Blog·

  8. Pingback: Immagini sexy per pubblicizzare lingerie per bambine. Che fine ha fatto la creatività? « Sintesicomunicazione's Blog·

  9. Pingback: Sono Maria e non sono vergine… Ancora una pubblicità shock « Sintesicomunicazione's Blog·

  10. Pingback: Non pensate all’elefante | Back to ideas·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...